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Quello che la stampa
ha scritto e scrive del lavoro di Franco. |
Pagina 6/6
21/11/2003
Il portale Libero.it ha pubblicato una bella intervista a Franco
http://news2000.libero.it/webmagazine/wmz52.html
16/11/2003
Il diploma
della Laurea Honoris Causa in "Economia e Tecnica della Comunicazione",
conferita a Franco con la motivazione:
"...per il suo operato, le sue qualità morali e civili e l'impegno
professionale con cui ha dedicato, e dedica tuttora, la sua vita al servizio
della collettività e dei valori umani, esportando anche all'estero,
tramite le sue canzoni, l'immagine migliore dell'italianità."

16/11/2003
Franco insieme ad Edoardo De Angelis durante la presentazione del CD e del DVD "Dizionario rosso dei sentimenti"

25/10/2003
Franco Star a Santiago del Cile

18/10/2003
Comunicati
e recensioni di "Antologia"
MUSICA:'ANTOLOGIA'
DI FRANCO SIMONE IN PAESI LINGUA SPAGNOLA
DOPPIO CD RACCOGLIE I SUOI SUCCESSI
(ANSA) - ROMA, 15 OTT - Uscira' domani in tutti i Paesi di
lingua spagnola 'Antologia', il doppio cd che raccoglie i
successi di Franco Simone. Divenuto una vera e propria star in
Sud America, Simone ha deciso di ripercorrere in spagnolo la sua
carriera, dai primissimi successi a sette brani estratti dall'
ultimo lavoro, 'Dizionario (rosso) dei sentimenti', pubblicato
in Italia dall' etichetta D'Autore di Azzurra Music.
Il primo dei due cd contiene dodici brani in spagnolo, il
secondo ne contiene altrettanti in italiano, con alcune canzoni
nella doppia versione.
(ANSA).
COM-YVV
15/10/2003
Franco Simone: antologia d'autore con Warner (distribuzione del CD "Antologia" in tutti i paesi di lingua spagnola)
Articolo
di MusicalNews di Antonio Ranalli
01/10/2003
Firmato il contratto per la distribuzione del CD "Antologia" in tutti i paesi di lingua spagnola
Nella prima
Franco è insieme ai dirigenti della Warner Music Cile al momento della
firma del contratto, che prevede la distribuzione di "Antologia"
(questo è il titolo, con 24 brani) in tutti i paesi di lingua spagnola,
nella seconda si vede Franco, a Santiago, durante una delle tante trasmissioni
televisive in cui è stato annunciato l'uscita del CD, di cui ha in
mano la prima copia.


22/09/2003
23 settembre 2003: Franco torna in Cile per partecipare al Teleton Cile 2003 e presentare alla stampa il singolo "Inùtiles palabras de amor" (versione spagnola de "Gli uomini"), pubblicato dalla Warner Music.
Para los
amigos chilenos:
VISITA RELAMPAGO DE FRANCO A CHILE
Participaciòn
al Evento
Teletòn-Chile 2003
25 de
Septiembre 2003
14:30 Visita al Instituto de Rehabilitaciòn Teletòn, para compartir
su tiempo con los ninos discapacitados del Instituto.
20:30 Lanzamiento Oficial de Teletòn 2003
23:00 Actuaciòn del artista durante el show al Teatro Teletòn
de Santiago, ante un seleccionado pùblico del ambiente artistico,discogràfico,
politico, social y econòmico del pais.
26 de
Septiembre 2003
14:30 Presentaciòn Oficial del sencillo "Inùtiles palabras
de amor" al Hotel Hyatt Regency de Las Condes y encuentro con los medios
de Prensa Nacional.
Para cualquier
informaciòn adicional contactar:
Cecilia Bravo: 9-4049426 (celular en Chile)
Carlos Lara, Warner Music Chile
tel.: 2-2801300
22/09/2003
Due momenti indimenticabili:

5 settembre 2003:
Franco riceve
la pergamena della Laurea Honoris Causa in Economia e Tecnica della Comunicazione
dalle mani del Prof. Stefano Masullo e del Dr. Vito Chirenti, rispettivamente
Magnifico Rettore e Direttore Generale della Libera e Privata Università
Internazionale, con sede a Milano, ISFOA (Istituto Superiore di Finanza e
di Organizzazione Aziendale). La motivazione è la seguente:
per il suo operato, le sue qualità morali e civili e l'impegno
professionale con cui ha dedicato, e dedica tuttora, la sua vita al servizio
della collettività e dei valori umani, esportando anche all'estero,
tramite le sue canzoni, l'immagine migliore dell'italianità.

13 settembre 2003:
Franco, al Palazzo del Cinema di Venezia, riceve il Leone d'oro 2003 alla
carriera dalle mani del Presidente (Sig. Renzo Stevanato), della Vicepresidente
(Sig.ra Armida Tessier) dell'Organizzazione della Mostra Internazionale Gondola
d'Oro 2003 (a destra nella foto), e di un rappresentante del Comune di Venezia
e della Regione Veneto, con la seguente motivazione:
perché Venezia vuole consacrare la sua carriera che lo ha portato
a testimoniare nel mondo lo stile e la creatività italiana, dopo un
inizio avvenuto internazionalmente proprio con l'assegnazione di due Gondole
d'Oro (negli anni 1977 e 1978).
08/09/2003
Il momento
magico di Franco Simone
LAUREA HONORIS CAUSA E LEONE D'ORO
Le recensioni di:
il 5 settembre
2003 sarà conferita a Franco Simone una
LAUREA HONORIS CAUSA in ECONOMIA E TECNICA DELLA COMUNICAZIONE
Il 13
settembre 2003 al Palazzo del Cinema di Venezia, il cantautore riceverà,
nel corso del 22° Festival di Musica Leggera- Trofeo Gondola d'Oro 2003,
il LEONE D'ORO.
La premiazione sarà preceduta dalla proiezione del video (inserito
nel dvd "Dizionario rosso dei sentimenti") che testimonia il recente
tour dell'artista in America Latina, nel corso del quale 120 giornalisti di
tutto il mondo gli hanno conferito un premio alla carriera ed un ulteriore
riconoscimento per essere stato l'artista più programmato in Cile negli
ultimi 25 anni.
Con questo premio Venezia vuole consacrare una carriera che ha portato Simone
a testimoniare nel mondo lo stile e la creatività italiana, dopo un
inizio avvenuto internazionalmente proprio con il conferimento di due Gondole
d'Oro (negli anni 1977 e 1978).
25/08/2003 - 2
Sulla
rivista RARO (http://www.raro.it), il 1°
settembre, ci sarà un articolo di 6 pagine dedicato a Franco, con foto
inedite ed una lunga intervista esclusiva, che pubblichiamo in anteprima.
Poco più di trent'anni fa, la Ri-Fi pubblicava Se di mezzo c'è l'amore, il primo album di Franco Simone, neo vincitore del Festival di Castrocaro. Qualche mese fa la D'Autore ha presentato l'ultimo lavoro del cantautore, Dizionario (rosso) dei sentimenti, raccogliendo tra l'altro unanimi consensi di critica e riproponendo all'attenzione un musicista che sa parlare di sentimenti come nessun altro.
Nato ad Acquarica del Capo, nel Salento, Franco si trasferisce a Roma per frequentare la facoltà di Ingegneria all'Università. Tra un esame e l'altro si diletta a comporre canzoni. Il suo primo pubblico sono i compagni di studi per i quali improvvisa estemporanei concerti voce e chitarra. Da qui l'idea di proporsi come cantautore. Dopo la vittoria a Castrocaro, il contratto con la Ri-Fi e il Festival di Sanremo '74 con Fiume grande. Qualche anno dopo arrivano i primi hit di alta classifica: Tu.. e così sia, Il cielo in una stanza (entrambe conquisteranno la Gondola d'Oro alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia, rispettivamente, nel '77 e '78), Respiro, Sogno della galleria, Ritratto (ancora Sanremo, edizione '85). Dopo Modugno e prima di Bocelli è l'unico artista italiano ad entrare nelle classifiche americane di Billboard, dove per dieci settimane occupa la chart con El comico, versione spagnola dell'album Totò. Incide, oltre a quelli in italiano, otto album in lingua spagnola e uno in greco; per dieci volte è primo nelle classifiche internazionali, soprattutto in Sudamerica, dove è idolatrato e i testi spagnoli delle sue canzoni vengono studiati nelle scuole. Nel '92 compone delle musiche per il musical A piedi nudi verso Dio, portato in teatro da Maria Carta. Il ritorno discografico nel 2001 con La città del sole, nato dall'incontro con il musicista greco Nikos Papakostas (edito in Italia dalla Segnali Caotici di Beppe Carletti), premiato con il "Gran Premio Europeo Web Award Of Music". Oggi Simone alterna concerti del suo repertorio abituale con altri dedicati alle arie sacre. Canta in cinque lingue, oltre ai dialetti. Lo scorso 23 febbraio, al Festival International di Viña del Mar in Cile, è stato premiato con un premio alla carriera come miglior cantante straniero esibendosi (documentato nel suo DVD di recente emissione) davanti ad un pubblico entusiasta composto di oltre trentamila persone (150 milioni di presenze, invece, il pubblico televisivo). Tracciamo il percorso artistico-discografico de "il poeta con la chitarra", almeno nelle fasi più significative della sua carriera, attraverso un'intervista che Simone ci ha gentilmente concesso in esclusiva.
So che prima di arrivare alla corte di Giovan Battista Ansoldi, ovvero
alla Ri-Fi, eri stato notato da altre case discografiche
La mia storia è che cantavo solo per i miei amici e credevo di farlo
solo per loro. Ero alla Casa dello Studente a Roma, all'Università.
Non pensavo di fare questo lavoro, mi piaceva la musica, ma non era quella
la mia aspirazione. Un giorno mi trovavo casualmente ad una cena di operatori
dello spettacolo e, come succedeva spesso, avevo con me la mia chitarra. Mi
ascoltarono alcuni dei più grossi giornalisti del momento e sentii
dire: "questo è proprio bravo". Così per la prima
volta nella mia vita mi convinsi di prendere in seria considerazione la professione.
Presi le pagine gialle alla voce 'case discografiche' e trovai per prima la
It di Micocci, il quale dopo avermi sentito si entusiasmò proponendomi
subito un contratto discografico. Aveva messo da poco sotto contratto Venditti
e De Gregori e pensò di aggiungere anche me a quel vivaio di nuovi
cantautori. Prima di firmare un qualsiasi contratto tentai comunque con altre
case.
Alla Fonit Cetra eravamo una trentina di aspiranti, e scelsero me anche lì.
Io esitavo, mi avevano sempre detto che per arrivare al contratto di solito
bisognava avere delle conoscenze, invece per me stava diventando tutto troppo
semplice.
Alla Fonit mi dissero che Gianni Ravera stava organizzando un Festival di
Castrocaro aperto agli autori e che potevo partire proprio da lì.
Cosa proponesti a Castrocaro?
Premetto che a Castrocaro ci andai da solo, la Fonit Cetra mi suggerì
solo l'idea. Andai da Ravera, a cui sono molto grato, e gli feci sentire Con
gli occhi chiusi (e i pugni stretti); a metà canzone mi fece smettere
dicendomi: "sono cinque anni che aspetto un cantautore come te. Ho ascoltato
tutti i concorrenti: sicuramente vincerai Castrocaro e in due mesi ti porterò
in Eurovisione". Capirai, io, arrivato dalla provincia, non pensavo neanche
di fare il cantante per professione. Ravera mi chiese altre canzoni, una delle
quali la fece un'altra cantante che partecipava alla stessa rassegna, Patrizia
de Vecchi, con il nome di Patrizia Desy; il pezzo era Senza un'ombra d'amore,
che poi incisi come lato B del mio primo disco. Devo dire che Ravera aveva
un gran fiuto, un grande talento nello scegliere. La storia iniziò
così.
Fu in quei giorni che ti scritturò la Ri-Fi?
Prima ancora della finale pare che si sparse la voce di un concorrente bravo.
Da Milano venne a sentirmi alle selezioni Tonino Ansoldi ,
ospite della manifestazione. In quel momento la Ri-Fi aveva il meglio degli
artisti. Il mio sogno non era quello di diventare famoso, ma vedere il mio
nome stampato su quell'etichetta colorata di cui avevo sempre subito il fascino.
In quel catalogo c'erano infatti, Otis Redding, Aretha Franklin, i Led Zeppelin,
Vanilla Fudge (su etichetta Atlantic n.d.a.), Mina ed altri. "Puoi anche fare a meno di fare Castrocaro"
- mi disse Ansoldi - "ti prendiamo lo stesso". Andammo a Milano
e registrai il disco. Per correttezza e gratitudine nei confronti di Ravera
il festival però lo feci lo stesso.
Una volta entrato a far parte della Ri-Fi ti hanno lasciato libero di scegliere
il repertorio da incidere?
I discografici sì, era il contorno, come sempre, che disturbava. Io
non mi sono mai adattato, non ho mai accettato certe regole. L'Ansoldi padre
aveva un grande carisma; Tonino, il figlio, aveva grande stima di me e puntualmente
si entusiasmava per le mie composizioni. Un giorno proposi Tu
e così
sia. Fino a quel momento non mi ero sentito pronto per il successo
ne avevo quasi paura! A proposito del successo, ti confesso che determinati
momenti di apparente trionfo sono stati a volte i più brutti della
mia vita. La felicità non ha nulla a che fare con la notorietà.
Quella volta, però, con Tu... e così sia, mi sentivo
davvero pronto per il grande pubblico.
La scintilla è nata un giorno in cui ero nella fase più triste
della mia carriera; venne a casa mia Alberto Cipriani, un onesto, simpatico
impresario, gobbetto, come nella migliore tradizione dei portafortuna (anche
se non sono superstizioso). Gli sono rimasto sempre tanto affezionato. Mi
propose un contratto per gli spettacoli estivi. La cosa mi diede una bella
ventata di ottimismo. In quel momento non ero più studente, né
artista affermato e soffrivo di questa situazione. Mi imposi di comporre un
successo. Mi sono seduto al piano cercando di descrivere in musica un'immagine
bella. Tutte queste stupidaggini che si dicono sull'ispirazione... che arriva
all'improvviso! Sì è vero arriva, ma devi essere anche tu ad
aiutarla. L'ispirazione fa soffrire. Ecco perché a volte faccio passare
anche degli anni prima di fare un disco nuovo
E ti è stato facile proporla?
No. Ansoldi aveva creduto precedentemente ad altre mie incisioni, Con gli
occhi chiusi, Mi esplodevi nella mente, Fiume grande, che
poi è diventato un successo negli anni, fino ad arrivare al primo posto
in molte classifiche del Sudamerica. Quella volta, invece, con Tu... e
così sia ero proprio io ad esserne convinto. Ma, per la prima volta
in Ri-Fi, ho subito una specie di censura. "Incidi tutto quel che vuoi"
- mi dissero - "ma non questo pezzo". Io ero sempre più convinto
invece, così come ero convinto dell'opinione del padre che in quel
momento non c'era. Aspettai il suo ritorno.
La sua parola era determinante. Proposi il pezzo in un momento in cui c'era
tutto lo staff della Ri-Fi al completo. Finito l'ascolto del provino si avverte
un silenzio di tomba, e lui: "devo dire che le canzoni di Franco mi piacciono
sempre, ma questa volta ha raggiunto il massimo!". A quel punto, panico
generale. Ci credette così tanto, Ansoldi, che chiese di fare una distribuzione
forzata nei negozi del 45 giri; si partì con centomila copie stampate
ma poi non si riuscì a stare dietro alle richieste. Arrivò al
primo posto nella hit di vendita. Anche all'estero andò bene, fino
a toccare il primo posto in Spagna ed in molti Paesi del Sudamerica.
In senso inverso, c'è un brano a cui tu credevi e non è
riuscito ad emergere? Personalmente suggerirei Ancora lei, del Disco per l'Estate
'73, dove arrivasti tra gli ultimi...
Come ricorderai in quella stessa manifestazione fecero fuori, oltre me, anche
Francesco De Gregori con Alice; era talmente bella quella canzone che mi sono
vergognato io di quell'ultimo posto di Francesco. Credo di ricordare che mi
piazzai al 48° posto e lui al 52°, in quell'edizione tutti i cantautori
eravamo lì, fuori classifica.
Ci sono canzoni che non rifaresti?
Le cose più brutte che ho fatto e che oggi mi fanno soffrire quando
le sento sono, 13,15,20, che è una pagina del mio diario; un'altra
è Giallo giallo ed anche La notte mi vuole bene la ritengo
oggi inutile, se non nociva! (ride n.d.a.).
Quale invece hai amato?
Sicuramente Totò. Sono convinto che verrà fuori nel tempo,
come sta succedendo ora con le mie canzoni più vecchie. Credo che anche
Navigando, magari anche per merito di altri interpreti, verrà
rivalutata. Ogni volta che la canto volo. Ammetto che mi piace da morire.
Ritengo sia la mia più bella in assoluto.
Certe canzoni crescono nel tempo, una di queste, ad esempio, è stata
Respiro.
Nel '77 hai riportato al successo Il cielo in una stanza, da cosa è
stato dettato questo ripescaggio?
E' avvenuto per il grande amore che ho da sempre per questa canzone e l'ammirazione
verso gli interpreti originali: Mina e Gino Paoli. Iniziai a farla nelle serate.
Contro tutto e tutti. Ai tempi sembrava bestemmiare quando un cantautore cantava
un pezzo di un altro. Il mio è stato un atto d'amore. Credo di essere
riuscito a farne anche una versione alternativa, senza ammazzarla.
Hai mai proposto qualcosa di tuo a Mina?
Anni fa mi era arrivata voce che aveva ascoltato in anteprima delle mie canzoni:
Una storia lunga una canzone e la stessa Navigando e che stava
valutando la possibilità di inciderle. Non so se questo corrisponda
al vero. Lei ha un tale talento da poter primeggiare in assoluto sul pianeta.
Quando incide album come Plurale o certe cose jazzate degli ultimi tempi anche
la signora Barbra Streisand passando nei paraggi dovrebbe inchinarsi a lei.
Cara droga, nel formato 45 giri, è un disco ricercato dai collezionisti...
Probabilmente dovuto al fatto che il disco non è mai uscito ufficialmente
sul mercato. Non volevo che Cara droga fosse edita su singolo e la
Ri-Fi lo stampò solo dopo la fine della nostra collaborazione. Oltretutto
nel lato B inserirono Words, la mia versione del pezzo di Pat Boone,
che in realtà era solo un provino; lo registrai esclusivamente per
provare la mia voce con determinati microfoni...
Cara droga parlava di un tema scottante per quei tempi...
E' vero. Un tema delicato. Mi rivolgevo alla droga come fosse un essere umano.
L'idea mi venne da una lettera, bella e terribile, che un ragazzo tossicodipendente
aveva scritto ad un giornale, raccontando il suo dramma.
Quali sono stati i tuoi riferimenti da cantautore?
Detto col senno del poi, posso affermare che avevo l'originalità di
preferire i cantautori latini rispetto agli inglesi. Mi sentivo più
vicino ai francesi, a Charles Aznavour, moltissimo a Jacques Brel, ma anche
alle grandi voci come Stevie Wonder. A Bob Dylan, ad esempio, ho preferito
sempre De Gregori, anche se, ufficialmente, uno è il maestro e l'altro
l'allievo. Spesso comunque le voci dei cantautori non sono state all'altezza
della composizione
ma, con questo, non sto dicendo nulla di originale!
Per mia fortuna, non ho mai cercato di imitare gli artisti che ho ammirato.
Credo che questo mi abbia consentito di esprimermi con assoluta sincerità
ed originalità. Tutto comunque mi è servito per una ricerca
di qualità. Io vengo poi dalla terra di Modugno, un artista totale,
assoluto. Ecco, non invidio nessuno, ma la carriera di Modugno è stata
proprio bella, con quel senso di libertà che esprimeva.
Dopo aver lasciato la Ri-Fi sei passato a gestire una tua etichetta,
distribuita dalla Wea, e lì un altro successo, Sogno della galleria
ho ripreso tutto quel materiale che era di mia proprietà e conto
ora di pubblicarlo nella versione cd. Uno di questi album è proprio
Gente che conosco dove c'è Sogno della galleria. Magari
lo farò riuscire con l'aggiunta di alcuni inediti.
Come è nata Sogno della galleria?
E' nata da un mio sogno-incubo ricorrente e la voglia di raccontarlo fu stimolata
dalla visione di un film, Il fascino discreto della borghesia di Luis Buñuel.
Lo trovai un inno alla fantasia. Mi dissi "Cosa c'è di più
libero dei sogni?
" Ho ingrandito l'idea, decidendo di raccontare
i sogni veri, proprio quelli che si fanno quando si dorme. Ne è conseguito
una specie di mio nuovo criterio nel comporre. Quel giorno ho scoperto la
possibilità, quando si crea, di non dover rendere conto a nessuno delle
proprie fonti di ispirazione! L'album Gente che conosco mi riporta anche a
Roberto Danè, un altro personaggio importantissimo per me che purtroppo
non c'è più. Un uomo di grande genialità ed intelligenza
che mi ha fatto capire che esisteva un mondo diverso dal mio, persone diverse
da me, e non tutte allineate al mio modo di pensare.
C'è stato nella tua produzione, Ritratto a due colori in vinile
giallo, che non aveva un suono pulito
Sì è vero. Quell'album venne stampato in vinile giallo e risultò
una porcheria; tanto che fu poi necessario rifarlo in vinile nero. Per questo
si decise di realizzare l'album Recital, proprio per correggere il
tiro, ed io ricantai delle cose del disco precedente. Mi inventai il remake
de Il mondo, di Jimmy Fontana, con cui partecipai al Festivalbar proprio
per salvare quel disco sbagliato. Era quello un periodo in cui si sbagliava
spesso a stampare vinile, i dischi venivano fuori decentrati
in sala
sentivi una cosa poi nel vinile sentivi un'altra cosa! Mi era persino passata
la voglia di farli.
Ci vuoi sintetizzare cosa c'è dietro al tuo ultimo album Dizionario
(rosso) dei sentimenti?
E' un disco realizzato in maniera talmente semplice che credo diverrà
rivoluzionaria. Ultimamente di dischi ne ho fatti pochi e per questo ora ne
voglio fare tanti. Io vivo da autore, cantante e spettatore. Succede che mentre
riascolto ad esempio Canzone delle domande consuete di Guccini mi sorprendo
a considerare la bellezza del pezzo, e quindi, che l'abbia scritta io o no,
tratto le canzoni alla stessa maniera. Franco Simone cantante non si lascia
assolutamente influenzare dal fatto che possa essere lui o un altro a scrivere
il pezzo. In questo mio ultimo disco canto le mie canzoni (Gli uomini,
A te, o l'inedita L'infinito tra le dita) con lo stesso trasporto
con cui ripropongo i brani di Guccini, di Ciampi, di Bindi...
Come è avvenuta la scelta?
E' stata una scelta emotiva. Quando ascoltai per la prima volta Canzone
delle domande consuete me ne innamorai subito e già da allora pensai
all'eventualità di inciderla; anche di Càlice (Questo calice),
mi sono innamorato subito dopo averla ascoltata su un disco che comprai a
Rio De Janeiro e mi stupisco che non l'abbia finora adocchiata Ivano Fossati;
è una canzone stupenda con un testo che parla di dittatura. Per pubblicarla
col mio testo in italiano, ho avuto il permesso immediato di Gilberto Gil,
l'autore dell'originale, che è intervenuto personalmente, nonostante
i suoi impegni di ministro della cultura in Brasile, presso Chico Buarque,
coautore, per accelerare i tempi della pubblicazione. Hello di Lionel
Richie, divenuta Solo se mi vuoi , è la canzone con cui mi rilasso
dopo i concerti, una delle più ispirate; l'ho fatta comunque usando
il mio vocabolario, il mio frasario. Ciampi mi ha dato sempre emozioni infinite
pur con il suo non-cantare e ritengo Tu no la mia migliore interpretazione
del disco.
Hai conservato i tuoi dischi?
Più o meno. Ho la fortuna di avere tanti fratelli e sorelle a ciascuno
dei quali normalmente regalo una copia.
Mi capita spesso di andare da qualcuno di loro con la mia solita proposta
indecente: offro magari 10 copie di un mio disco recente, facile da trovare,
in cambio di un mio disco vecchio, ormai quasi irreperibile. Succede così
che, quando regalo loro un mio nuovo disco, c'è sempre qualcuno che
ironizza dicendo "Quando ci chiederai di restituirtelo?
" A
pensarci bene, per aiutarli a ritrovare le mie rarità discografiche,
devo consigliare a tutti loro di
servirsi delle pagine di Raro!
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22/08/2003 Durante
la tappa di Comacchio (FE) del GIROFESTIVAL (20/08/2003), il sindaco
di Comacchio e gli organizzatori del GIROFESTIVAL hanno assegnato a
Franco un premio speciale con la seguente motivazione: "A Franco
Simone perchè da 30 anni testimonia con la sua musica il prestigio
Nella prima fotografia una veduta del palco del Girofestival, nello splendido scenario della piazzetta Treponti di Comacchio, segue un momento del concerto di Franco, il premio consegnatogli dal sindaco di Comacchio e dall'organizzazione del Girofestival (nella foto Franco è insieme ad una collaboratrice di Gianni Maser, patron della manifestazione), l'ultima foto ritrae Franco insieme a Marco Milano, presentatore della serata.
8/10/2002 In molti, forse,
l'hanno perso di vista e si sono erroneamente convinti che il sensibile
interprete di canzoni come Respiro, Fiume grande, Cara droga, etc. abbia,
come molti suoi colleghi, abbandonato il campo artistico. Franco Simone,
invece, è più attivo che mai; apprezzato in Europa e nel
mondo, ha all'attivo riletture di rilievo e collaborazioni di spicco.
Punta di diamante della sua ricerca, il disco "VocEpiano",
in cui si appropria con grande eleganza e delicatezza di alcune tra
le più belle pagine della canzone d'autore. Da CIMINIERA
(Settembre-Ottobre 2002)
La
copertina della rivista Ciminiera Filippo Davoli: Intervista a Franco Simone
7/10/2002
IL
QUOTIDIANO - 26 settembre 2002
4/ 5/2001 4/ 4/2001 La più bella della “Città del sole (Eliòpolis)” secondo TUTTO Su TUTTO, mensile di “TV Sorrisi e canzoni”, nel numero di aprile ’01 , nella recensione del mio nuovo disco, si dice, tra l’altro: “…è forte e chiaro il carattere etnico contenuto nella sua musica. Voglia di libertà rivendicata in Rabbia da gitano; azzeramento delle diversità razziali in Ancòrtu, cantata in dialetto salentino; contro lo sfrenato sfruttamento della natura in Giornale delle scienze.” Si conclude che il brano più forte è Notturno fiorentino. Voi cosa ne pensate? Per me è molto difficile fare delle classifiche tra le mie stesse canzoni, ma non nascondo che Notturno fiorentino mi sta molto a cuore. Ciao, cittadini del sole! Franco 20/ 2/2001 Festa grande per Augusto. Quindicimila per i Nomadi. … sotto il teatro tenda (Reggio Emilia)… oltre 15 mila fans giunti da tutta Italia per celebrare l’annuale Tributo ad Augusto Daolio, la storica voce dei Nomadi, scomparso nel 1992… Franco Simone, reduce da grandi successi in America Latina, in Grecia e fresco vincitore a Bruxelles del Gran Premio della cultura musicale etnica… ha cantato tra l’altro «Rabbia di Gitano», «Ancòrtu» e «Respiro». «Essere qui al Tributo ad Augusto- ha detto Piero Pelù-… mi dà un ulteriore stimolo ad andare avanti lungo le strade della solidarietà e della musica». Un parere condiviso in pieno anche da Franco Simone che ha ringraziato «i Nomadi di Beppe Carletti e di Augusto per aver inventato un nuovo modo di fare musica, un modo fatto di sentimenti, di solidarietà vera e antirazzista, e per di più vicino al cuore della gente comune». ORAZIO LA ROCCA (La Repubblica- Bologna 19 febbraio ’01) Folto pubblico e commozione al concerto-ricordo di ieri a Novellara in omaggio a Daolio dei Nomadi NOVELLARA - Ieri Augusto Daolio, il compianto cantante dei Nomadi deceduto il 7 ottobre 1992, avrebbe compiuto 54 anni. Insieme agli amici Piero Pelù, Franco Simone e Red Ronnie, i Nomadi hanno ricordato (come sempre) Daolio con il «IX Tributo ad Augusto» , evento clou della festa di musica e amicizia «Nomadincontro» che si è svolta ieri e sabato a Novellara, il paese reggiano che ha accompagnato l'esistenza proprio di Daolio. Per questa ricorrenza, Beppe Carletti, co-fondatore dei Nomadi con Augusto nel lontano 1963 e attuale leader della band, ha voluto intorno a sè l'affetto vero, che si è tradotto in quindicimila presenze nell'arco di due giorni. Già l'introduzione al concerto è stata delle migliori, con un breve show del cantautore Franco Simone, di cui i Nomadi hanno appena pubblicato l'album “Eliòpolis-La città del Sole” sotto l'etichetta di musica etnica Segnali Caotici. Il «cittadino del mondo» Simone (che ha vissuto anche in Emilia) ha cantato dal vivo tre brani di questo cd influenzato dalle sonorità greche: il singolo Rabbia da gitano, l'invettiva contro il razzismo Ancòrtu (in dialetto salentino per esprimere liberamente un linguaggio «diretto» che in italiano non sarebbe possibile) e lo struggente successo riarrangiato Respiro. FABRIZIO MARCHESELLI (Gazzetta di Parma- 19 febbraio ’01) «Augusto da studiare a scuola» NOVELLARA — Quando il "diablo" Pelù arriva sul maxi palco del Nomadincontro, sono circa le 16 e trenta… Le urla dei fans sotto un palatenda stipato all'inverosimile sono incontenibili e l'entusiasmo è ormai a mille. Delusi, tutti coloro che si aspettavano una "Regina di cuori" o un "Toro loco". Nessuna concessione musicale ai fans, solo elogi e laudi per l'amico Augusto… E dal rock senza musica di Pelù alle melodie balcaniche di Franco Simone, il bravissimo cantautore che si riaffaccia sul mercato discografico con un nuovo album "Eliopolis-La città del sole". Ma ai fans in t-shirt, regala anche qualche frammento del suo passato musicale. "Pur essendo pugliese di nascita (per un certo periodo ho vissuto) a Sant'Ilario d'Enza… Oggi, a Reggio, mi lega un artista :Beppe Carletti che ha prodotto il mio nuovo CD". LUCIANO MANZOTTI (Il Resto del Carlino- 19 febbraio ’01) Beppe Carletti “sponsorizza” Simone Il leader dei Nomadi lancia il cd del cantautore Novellara… Woodstock padana… Fans in arrivo da tutta Italia… …Beppe Carletti, fondatore storico de I Nomadi, pubblica il nuovo cd di Franco Simone dal titolo “Eliòpolis- La città del sole” e ne parla in modo significativo… (La Gazzetta di Reggio- 18 febbraio ’01) 19/ 2/2001 Franco Simone scopre “La città del sole” …Al centro di un ideale interscambio culturale tra Spagna, Italia, Grecia e Africa del Nord… “La città del sole” è un cd che profuma di sirtaki e ritmi balcanici, ma anche di sferzate “gipsy”, sonorità flamencate, percussioni afro, musica popolare salentina e canzone d’autore italiana… “Franco Simone è un grande artista- scrive Beppe Carletti, fondatore storico e attuale leader dei Nomadi, nel libretto del cd-, un professionista che non si è lasciato distrarre dalle “apparenze”…” Parole condivisibili, anche perché la struggente voce del cantante e autore di Lecce ha già insite in sé le atmosfere della cultura mediterranea. Omogeneo e ispirato fin dal singolo d’apertura Rabbia da gitano, il cd risplende in particolare in tre brani: l’affresco Notturno fiorentino, il tambureggiante Ancòrtu (scritto in dialetto salentino) e il romantico Ti dovresti vedere dopo. Il risultato finale è un disco lontano dalle mode… ma modernissimo. FABRIZIO MARCHESELLI (Gazzetta di Parma- 5 febbraio ’01) 30/ 8/2000 GALLIPOLI, IL PREMIO BAROCCO SUI BINARI DELLA SOLIDARIETA’ Nella “coda” di fine estate al teatro Italia messo in scena uno spettacolo da mille e una notte … La serata è stata coronata da un vero successo di pubblico e di gradimento… Franco Simone, accompagnato dal suo gruppo, ha commosso la platea con “Respiro” e l’ha travolta con “Ancortu”… (La Gazzetta del Mezzogiorno- 30 /8/2000) 28/ 1/1999 DAI GIORNALI DELL'AMERICA LATINA: · Franco Simone, con le sue interpretazioni, piace a ogni tipo di pubblico… (SEMANARIO) · Un successo incredibile… (CORRIERE) · Entusiasmo e applausi… Franco sa passare dall'allegria al romanticismo… Sa stabilire un contatto col pubblico senza mai cadere nella demagogia… (LA RAZON) · La freschezza della sua voce, il suo modo particolare di "dire", lo stile diretto delle sue canzoni, così connesse con la realtà, lo hanno fatto diventare il cantautore preferito dalla maggioranza del pubblico… (CRONICA) · Ormai è considerato un rinnovatore!… Francamente… sensazionale!… (RADIOLANDIA 2000) · Il contenuto dei suoi versi tocca livelli alti… Talento e professionismo… (LA OPINION) · Questo italiano ci sta conquistando… sta raggiungendo con solidità un posto di reale importanza… (CRONICA) · Nonostante le legioni di ammiratrici, non esagera nelle tinte romantiche fino alla caricatura, come succede ad altri… (LA SEMANA) · Simone è un eccellente artista… (EL ATLANTICO) · Franco possiede le doti giuste per diventare un "mostro sacro" della canzone… (ANTENA SHOW) |